Confettura di Kiwi e Noci: quando il frutto più pontino d'Italia incontra il bosco dei Lepini
C'è un anno preciso in cui il kiwi è arrivato nella nostra azienda di Sermoneta: il 1974. Fu Titta, come lo chiamano tutti qui, a piantare il primo esemplare sulle pendici dei Monti Lepini, con la curiosità e il coraggio di chi vede in un frutto ancora sconosciuto al grande pubblico una possibilità concreta. Non sapeva che stava diventando uno dei pionieri di quella che sarebbe diventata una delle eccellenze agricole più importanti d'Italia. Oggi da quei kiwi produciamo la nostra confettura artigianale biologica di Kiwi e Noci.
Il kiwi arriva nell'Agro Pontino: una storia di pionieri
Pochi sanno che il kiwi, prima di diventare il frutto verde che si trova in ogni supermercato d'Italia, era un frutto praticamente sconosciuto nel nostro Paese. Originario della Cina, dove cresceva selvatico e veniva coltivato come pianta ornamentale, fu portato in Nuova Zelanda all'inizio del Novecento da una missionaria, Isabel Fraser. I neozelandesi lo addomesticarono, ne svilupparono la prima varietà commerciale negli anni Cinquanta e nel 1958 gli diedero il nome attuale, ispirandosi all'uccello simbolo del loro Paese.
In Italia arrivò nel 1971, quando si realizzò il primo impianto sperimentale a San Felice Circeo, a pochi chilometri da Sermoneta. Il terreno dell'Agro Pontino si rivelò subito ideale: suoli vulcanici fertili, clima temperato umido, assenza di gelate precoci, abbondanza d'acqua. Nel giro di due anni comparvero i primi frutteti specializzati in tutta la provincia. Titta piantò il suo primo kiwi a Sermoneta nel 1974, solo 3 anni dopo i pionieri di San Felice Circeo, in un momento in cui la coltivazione stava prendendo slancio ma era ancora tutto da costruire.
Nel 1978, al primo convegno nazionale sull'actinidia organizzato a Torino, l'Agro Pontino fu ufficialmente riconosciuto come una delle zone italiane più vocate alla produzione del kiwi. Tre anni dopo, nel 1981, la Camera di Commercio di Latina organizzò un secondo convegno nazionale. Il territorio stava diventando un punto di riferimento per frutticoltori, studiosi e commercianti da tutta Italia.
Il Kiwi Latina IGP: quando un frutto esotico diventa simbolo di un territorio
Nel 2004 arriva il riconoscimento definitivo: il Kiwi Latina ottiene il marchio IGP dall'Unione Europea. Un risultato straordinario per un frutto che trent'anni prima nessuno in Italia aveva mai coltivato. L'IGP certifica che solo i kiwi prodotti in 24 comuni specifici tra le province di Latina e Roma, tra cui Sermoneta, possono fregiarsi di questo marchio.
Cosa rende il kiwi pontino così speciale? I suoli dell'Agro Pontino sono di origine alluvionale e vulcanica, ricchi di ferro e magnesio, con sottosuoli pozzolanici e tufacei. Il clima temperato umido, con un'umidità relativa nei mesi estivi tra il 75 e l'80% e una radiazione luminosa eccezionale, permette di posticipare la raccolta fino a novembre inoltrato, consentendo ai frutti di sviluppare un contenuto zuccherino superiore alla media. Il risultato è un kiwi dalla polpa verde smeraldo, soda, dolce ma con una piacevole nota acidula che non si trova nelle produzioni di altri territori. Tanto che in alcune zone dell'Agro Pontino la qualità supera persino quella delle piante di origine neozelandese, cosa che ha fatto soprannominare questa terra la piccola Nuova Zelanda.
Titta e i kiwi di Sermoneta: cinquant'anni di storia
Quando Titta piantò il suo primo kiwi nel 1974, Sermoneta non era ancora un nome associato a questo frutto. La viticoltura e l'olivicoltura erano le colture tradizionali delle colline lepine; il kiwi era ancora una novità, un esperimento. Ci volle la stessa curiosità contadina che ha sempre guidato i migliori agricoltori di questa terra: guardare un frutto nuovo, capirne le esigenze, adattarlo al territorio, avere la pazienza di aspettare gli anni necessari prima che la pianta cominci a produrre.
Quella pianta ha messo radici. E nel corso degli anni i kiwi di Sermoneta sono diventati parte della nostra identità aziendale, coltivati in biologico, senza chimica di sintesi, su terreni che oggi conservano intatta la loro fertilità naturale. Ogni ottobre, quando i pergolati si riempiono di frutti marroni dalla polpa verde brillante, la raccolta a mano restituisce il senso di quel gesto di cinquant'anni fa.
La nostra confettura di Kiwi e Noci: l'incontro tra il frutto e il bosco
La confettura nasce dall'idea di abbinare il kiwi IGP dei nostri campi con le noci dei Monti Lepini, un matrimonio tra la pianura e il bosco collinare che esprime in modo preciso il territorio in cui lavoriamo. Il kiwi porta la sua nota fresca e acidula, la polpa verde, la dolcezza naturale del frutto maturo. Le noci aggiungono profondità, una nota tostata e leggermente amara, una texture che rompe la continuità della confettura e la rende qualcosa di diverso da una semplice marmellata.
Solo materia prima biologica selezionata. Nessun conservante, nessun addensante artificiale, nessun aroma aggiunto. La pectina è quella naturalmente presente nel kiwi maturo. La produzione è artigianale, fatta in piccoli lotti legati alla raccolta di ottobre e novembre.
Come si usa la confettura di Kiwi e Noci in cucina
Sul pane del mattino con il burro è l'abbinamento più semplice e uno dei migliori: la freschezza del kiwi e la nota burrosa delle noci si integrano perfettamente. Ma la confettura di kiwi e noci funziona benissimo anche in abbinamenti più elaborati.
Con i formaggi è straordinaria: il contrasto tra l'acidità del kiwi e la sapidità di un pecorino stagionato o di un erborinato è uno di quegli abbinamenti che sorprendono piacevolmente. Su un tagliere, accanto a formaggi freschi di capra o a una ricotta morbida, crea una nota dolce-acida che bilancia e anima i sapori.
In pasticceria si presta benissimo come ripieno per crostate e biscotti frollini, come farcitura per torte a strati con crema pasticcera o mascarpone, come accompagnamento per uno yogurt greco al naturale. La nota delle noci le dà una complessità che la rende più interessante di una confettura monomateria.
Un uso meno scontato: è eccellente come accompagnamento per le carni bianche (petto di pollo, lonza di maiale, fesa di tacchino) dove la sua acidità naturale e la nota tostata delle noci creano un contrasto che ricorda le salse agrodolci della tradizione laziale.
Le proprietà benefiche del kiwi IGP dell'Agro Pontino
Il kiwi è uno dei frutti più ricchi di vitamina C in assoluto, contiene una quantità di vitamina C ben superiore a quella degli agrumi, a parità di peso. Il Kiwi Latina IGP, grazie alla sua maturazione lenta e alla radiazione luminosa eccezionale dell'Agro Pontino, sviluppa un contenuto zuccherino e vitaminico superiore alla media. Contiene anche vitamina E, vitamina B7, potassio, magnesio, rame e ferro. Una confettura preparata con frutta biologica e senza additivi preserva una parte importante di queste proprietà.
Le noci, dal canto loro, sono tra i frutti a guscio più ricchi di omega-3, vitamina E e polifenoli. L'abbinamento kiwi-noci non è solo gustoso: è anche nutrizionalmente interessante, con un profilo antiossidante di tutto rispetto.
Dove acquistare la confettura di Kiwi e Noci di Sermoneta
La nostra confettura artigianale biologica di Kiwi e Noci è disponibile nel negozio in azienda a Sermoneta e sul nostro e-commerce. La produzione è limitata alla raccolta annuale di ottobre-novembre: quando i kiwi finiscono, finisce anche la confettura dell'anno.
Se vuoi assaggiarla prima di acquistarla, vieni a trovarci al ristorante dell'agriturismo: la utilizziamo in alcuni dei dolci e delle preparazioni del nostro menù stagionale.
Titta piantò quel primo kiwi nel 1974 senza sapere che stava anticipando una delle trasformazioni più importanti dell'agricoltura pontina. Oggi quei kiwi crescono ancora sulle pendici dei Monti Lepini, biologici, curati come si è sempre fatto qui. La confettura di Kiwi e Noci è il modo in cui quella storia continua, in un vasetto.